Maggio 1999 Toldo si racconta L'Italia dispone di molti bravi portieri. Luca Marchegiani della Lazio e Gianluigi Buffon del Parma sono due buoni motivi per cui le loro due squadre si stanno battendo per lo scudetto. Anche la Fiorentina deve molto al suo gigante, Francesco Toldo. Dominique Anotognoni riporta. Francesco Toldo dice: "sono il numero uno". E non sta parlando nel sonno o sotto l'influsso di qualche liquore o droga. Ha fatto questa affermazione orgogliosa prima della partita con la Juventus, rispondendo a delle domande su Angelo Peruzzi, il portiere della nazionale. Molti hanno pensato che fosse solo una provocazione. Per altri era vanteria. Molti però hanno avuto la sensazione che stesse dicendo la verità perché al momento è in cima alle classifiche di rendimento della Serie A. Il suo allenatore Giovanni Trapattoni dice che la Fiorentina ha guadagnato sette o otto punti solo grazie a lui. E' vero. Nelle partite contro la Roma, il Milan, il Cagliari e il Bologna ha fatto tantissime parate splenide come fanno solo i veri numeri uno. Potrebbe aver fatto un passo avanti verso la nazionale ma, appena prima della doppia sfida degli azzurri contro la Danimarca e la Bielorussia, si è slogato la caviglia destra. Comunque, non c'è fretta. Insieme a Gianluigi Buffon, sarà sicuramente il portiere della nazionale nei prossimi anni. Ha avuto la prima presenza sostituendo Luca Bucci espulso a Spalato contro la Croazia nel 1995, ed è stato il terzo portiere dell'Italia agli europei nel 1996 e ai mondiali di Francia 98. Adesso è giunto il momento di diventare un elemento fisso per la nazionale e aumentare le sue sei presenze fatte finora.
Con l'arrivo di Trapattoni alla Fiorentina, tutta la squadra è migliorata, specialmente dal punto di vista fisico. Hanno più voglia di vincere, sudare, combattere, e superare gli ostacoli sia per sconfiggere gli avversari che per superare se stessi. Anche Toldo ha fatto grandi passi. Ha anche beneficiato del sistema tattico usato dal Trap, che ha fatto della difesa un elemento fondamentale per la sua squadra. Così Francesco, che ha cominciato la sua carriera come difensore nel Padova, è adesso uno dei pilastri della Fiorentina, e non ha intenzione di mollare. Vuole diventare il miglior portiere italiano. Ce la può fare, perché possiede una grande forza di volontà, che mostrava già quando giocava per il Montebelluna. Il suo primo allenatore, Giancarlo Caporelli, si ricorda che Toldo aveva voglia di fare bene e aveva un fisico impressionante. Francesco fu notato ed ebbe un contratto dal Milan, che lo prestò al Verona, al Trento e poi al Ravenna. Lì ebbe la fortuna di incontrare Lorenzo Di lorio, l'allenatore dei portieri, che adesso è l'allenatore in seconda del Venezia. Di lorio se lo ricorda come un ragazzo pieno di difetti. "Per esempio, saltava con una gamba sola, così pensai che avesse qualche problema fisico. Ma aveva una grande qualità, un incredibile self-control, insolito per la sua età". Quando arrivò alla Fiorentina nel 1993, Toldo trovò Claudio Ranieri in panchina mentre l' allenatore dei portieri era Pellizzaro, che lo ha modellato fisicamente. Adesso è allenato da Adriano Bardin che, all'inizio, lavorava con Toldo soprattutto a livello psicologico. "Gli ho chiesto di essere un esempio per i suoi compagni. Gli ho fatto assumere responsabilità. E forse questo lo ha spronato". Avevo voglia di scoprirne di più: D: Francesco, sei tu che hai reso grande la Fiorentina o è stata la Fiorentina che ti ha reso grande? Toldo: Un po' tutte e due le cose. Questa è la mia stagione migliore per ora. D'altra parte la Fiorentina con il gioco di adesso mi protegge. D: Puoi spiegarti meglio? Toldo: La scorsa stagione, con Alberto Malesani, ero quasi un libero. Adesso, con Trapattoni, tengo il mio posto e sono molto protetto dalla difesa. Non devo più rischiare. Devo solo concentrarmi sulle parate tra i pali. D: Sei anche molto più aggressivo, nel miglior senso della parola... Toldo: E' vero. Con il Trap, questo è naturale. Ti dà veramente la carica. E' unico. D: Oltre alla difesa messa a punto da Trapattoni, ci deve essere un'altra ragione per le tue fantastiche prestazioni. Toldo: Sto crescendo. E' giunto il momento di dimostrare quanto valgo veramente. Bardin, l' allenatore dei portieri, mi ha aiutato a migliorare la mia concentrazione. Adesso, non la perdo mai. Comunque, parte del merito va anche ai miei compagni, e parlo seriamente. Ci sono molti elementi che influenzano la prestazione di un giocatore, e nessuno è marginale, anche se il più importante è l'energia che hai dentro di te. Puoi fare qualsiasi cosa se la vuoi veramente. D: Anche i tuoi riflessi sono migliorati e quando hai parato i tiri di Boban e di Signori, contro il Bologna e il Milan, l'hai dimostrato. Toldo: E' vero. Sono anche più agile, il che non è facile se sei alto 1 metro e 96. D: Quali sono i tuoi obbiettivi? Toldo: Diventare il numero uno. Sto lavorando con questo scopo in mente ogni giorno. Se voglio rimanere a questi livelli, dovrò continuare a lavorare come sto facendo adesso. D: Chi è il tuo idolo? Toldo: Enrico Albertosi, l'ex portiere della nazionale e della Fiorentina. Quando lo incontro al centro sportivo, gli tocco sempre i baffi. D: Hai mai fatto qualcosa per scaramanzia? Toldo: Sì, prima di ogni partita, abbraccio Gian Matteo Mareggini, il secondo portiere della squadra, un ragazzo stupendo. D: Vivi da solo? Toldo: No, vivo con mia sorella Giuliana, che gioca a pallavolo per la Romanelli Firenze in A2. I nostri genitori ci hanno insegnato a stare insieme e ad aiutarci a vicenda. D: Viene mai a vederti allo stadio? Toldo: Quando ha tempo. Ma la mia tifosa preferita è mia nonna Norma. Ha 82 anni. Da Football Italia anno 5 numero 5 Grazie a Debs per aver trascritto l'articolo originale Traduzione italiana a cura di Maddalena (www.acfiorentina.net/enricochiesa)