1 ottobre 1998 Toldo il Campione. Anche di Modestia L'arrivo a Firenze, i progressi e il debutto in nazionale. Il 'sogno' a fine carriera: un posto fisso, meglio se in banca di David Guetta Lo pensano in molti e hanno ragione: Francesco Toldo sarebbe riuscito a fare bene qualunque fosse stato il mestiere intrapreso. Ha deciso per il calciatore ed è stato meglio per tutti. Per lui, che è diventato ricco, e per la Fiorentina che ha trovato il portiere del duemila. Lo chiamavano mucco quando giocava in difesa nelle squadrette di ragazzini a Padova. Si sa come vanno certe cose, uno è diverso dagli altri (nel caso specifico più lungo), magari non proprio aggraziato nei movimenti. In compenso, alto com'era, poteva far comodo in caso il portiere titolare si infortunasse. Si infortunò e Toldone andò in porta per non uscirne mai più. Famiglia solida alle spalle, una sorella più piccola, Giuliana, di cui era molto geloso, un'adolescenza finita presto perché a 18 anni è già partito per Milano, sponda rossonera. Non fu capito e maturò una sorta di muta avversione verso quella società e quella squadra, che non credeva troppo nei suoi mezzi. Emigrò a Verona, Trento e Ravenna, ogni anno un passo in avanti fino a quando arrivò a Firenze nella triste estate del 1993. Clima caliente in tutti i sensi, diciassettemila abbonati in Serie B, ma tutti incavolati neri a causa di una retrocessione francamente indigeribile. Toldo fa parte di un gruppo di icolpevoli, con Robbiati, Tedesco, Zironelli, Di Sole, Campolo, Scalabrelli, che stenta a capire il perché nessuno esulti alla conquista della facile promozione. Proprio Scalabrelli avrebbe dovuto fargli ombra, ma Toldo lo spazza via dall'alto della classe e di una migliore tenuta nervosa. L'altro non glielo perdona (perché si sente superiore) e si aggiudica la palma di unico cllega portiere che ha legato poco con lui. Addirittura da libro Cuore invece il raporto con Mareggini, avuto come compagno per due stagioni, sempre rimpianto e finalmente riconquistato. Toldo intanto va avanti: diventa campione d'Europa con l'under 21 di Maldini, fa il suo esordio in Serie A con la banda del buco, ovvero la difesa viola del 94/95. Sessantasette gol subiti in campionato, una disperazione. Ma il portierone è sempre più bravo. Tanto che nell'ottobre successivo fa il suo esordio a Spalato in Nazionale in una progressione di avvenimenti degna di "Scherzi a parte". In pratica lo portano via di peso dall'allenamento viola, percheé Peruzzi si è infortunato e Toldo fatica a crederci. Poi si fa cacciare Bucci e l'ex mucco tranquillizza Sacchi un po' agitato, ripagandolo della fiducia con un'ottima prestazione. Inizia così un rapporto complesso con la maglia azzurra, che si conclude (per ora) con la convocazione da terzo portiere-spettatore ai Mondiali francesi. Lega molto con Peruzzi, sopporta a fatica Pagliuca, questione di pelle. In viola, la stagione 95/96 è quella delle grandi scelte. Vince la Coppa Italia e dice chiaro e tondo di non voler tornare al Milan scudettato. Un grande gesto di amore verso Firenze, riapgato da un bel contratto con scadenza 2002, quando avrà 31 anni, niente per un portiere. Ma nella stagione successiva si inceppa qualcosa. Toldo sbaglia tre partite in fila, fra cui quella decisiva con il Barcellona in casa, e molti lo fischiano senza ricordarsi del passato e nemmeno del futuro che la stanga viola rappresenta. Sono i momenti più duri e nasce un altro Toldo: più cattivo, poco disposto a farsi mettere i piedi in testa. Dirada le interviste, intensifica gli allenamenti. Unico vezzo: si regala il telefonino, da lui odiato da anni. Era rimasto l'unico della rosa a non averlo, ma glielo regalano e lui a malincuore attiva il numero. Segretissimo. Tecnicamente è cresciuto tanto, soprattutto nel carattere. Aveva dei problemi nelle uscite e li ha risolti, diventando più cattivo. Ultimamente si è messo a tu per tu prima con la sua barriera e poi con Bierhoff. E quando uno vede i suoi 196 centimetri minacciosi comincia ad avvertire una sana voglia di scappare. Fuori dal campo è (per fortuna) rimasto il ragazzone buono e disponibile di prima, ma solo con chi lo conosce bene. E il suo sogno, una volta finita la carriera, continua ad essere lo stesso: un posto fisso, meglio ancora se in banca. Incredibile ma vero. Tre Titoli nel suo Palmarès Alcuni numeri sul portiere viola che ha un contratto con la Fiorentina fino al 2002: Esordio in Serie B: 29-08-1993 Palermo-Fiorentina 0-3 Esordio in Serie A: 04-09-1994 Fiorentina-Cagliari 2-1 In viola: Campionato 170 presenze (137 in Serie A), 189 reti subite (175 in Serie A). Coppa Italia 25 presenze, 21 reti subite. Queste le squadre in cui ha militato: Verona, Trento, Ravenna e Fiorentina. Questi i suoi allenatori: Cavasin, Guidolin, Ranieri, Malesani e Trapattoni. Il suo palmarès: Campionato europeo 1993/94 con la nazionale Under 21, Coppa Italia 95/96 e Supercoppa Italiana 96 con la Fiorentina. In Nazionale: 6 presenze (4 vittorie un pareggio e una sconfitta, 5 le reti subite). Esordì l'08-10-95 in Croazia-Italia 1-1, a Spalato. Nome: Francesco Congome: Toldo Nato: a Padova 2 dicembre 1971 Segno Zodiacale: Sagittario Altezza: 1,96 Peso: kg. 90 Stato Civile: single Piatto preferito: Riso al latte Film: Il Ciclone Attore: Leonardo Pieraccioni Attrice: Natalia Estrada Ultimo libro letto: La città della gioia Cantante preferito: Claudio Baglioni Hobby: Giardinaggio Vacanze preferite: indifferentemente mare o in montagna, questa estate è andato un Sardegna Gioie... -Ottobre 95 esordio in Nazionale a Spalato e maggio 96 il ritorno a Firenze dopo la vittoria in Coppa Italia a Bergamo ...e dolori -Maggio 97, contestazioni durante Fiorentina-Udinese dopo l'eliminazione con il Barcellona Tratto da La Nazione www.lanazione.it