29 novembre 1999 E Firenze si coccola Toldo togliendolo dal mercato di Luca Calamai FIRENZE - «Toldo non è in vendita. Neppure per cinquanta miliardi». I dirigenti viola chiudono la porta in faccia alla Lazio. Toldo è fuori dal mercato. Anzi, il presidente Cecchi Gori presto proporrà al suo gioiello di allungare di un altro anno il contratto. Toldo resta. Ed è pronto a lanciare il suo assalto alla maglia azzurra. A suggerirgli la tattica giusta è il più bravo degli strateghi, Giovanni Trapattoni. «Non sono uno specialista del ruolo ma di portieri ne ho visti tanti. Toldo ha i "numeri" per inserirsi in pianta stabile tra i primi cinque del mondo. Francesco ha un solo, piccolo, difetto: gli manca un pizzico di sfacciataggine. Essere bravi, buoni ed educati nel suo lavoro non è un pregio. Ho avuto la fortuna di avere tra i pali un certo signor Zoff. Dino sapeva quando doveva alzare la voce». Proprio Zoff, per il momento, sembra aver scelto Buffon. Il tecnico viola osserva, sorridendo: «Una volta si diceva che in una squadra di calcio i matti potevano essere, al massimo, due: il numero 1 ed il numero 11. Con questo non voglio dire che Buffon sia matto però il portiere del Parma si porta dietro un'immagine più disinvolta rispetto a Francesco. E questo lo aiuta. Non solo. Io ho una teoria personale: nell'arco di un campionato metto in conto tre gravi errori da parte del mio portiere. Ma un grande portiere non può soffrire per un mese dopo una "papera". Buffon, quando sbaglia, un minuto dopo sorride. Toldo, invece, si macera per settimane e settimane. Commettendo un grave errore».
Gli chiedono se Toldo sia penalizzato dal fatto di non giocare in una formazione più prestigiosa. Trapattoni allarga le braccia. «Certo, una vetrina più importante aiuta. Io, se non avessi indossato la maglia del Milan, forse non sarei mai arrivato in nazionale. Lo stesso discorso vale per Batistuta. Se avesse militato in un club più titolato Gabriel avrebbe già vinto il Pallone d'Oro. Sono convinto che Toldo troverà il suo spazio in nazionale». Tratto da La Gazzetta dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta