28 novembre 1999 Almeno cinque palle gol neutralizzate dal portiere viola col Bologna Toldo il salvatutto, un'altra notte magica di Giuseppe Calabrese BOLOGNA - Uno di solito pensa ai gol fatti e quasi mai pensa a quelli non subiti. E' per la Fiorentina anche un problema di sopravvivenza. Perché da una parte i gol di Batistuta e gli altri ti spingono avanti, ma è altrettanto vero che le parate di Toldo ti evitano di scivolare indietro (e presto i suoi fan potranno anche collegarsi a un sito Internet tutto suo, www.toldo.net che sarà presentato giovedì). Non è la prima volta che il numero uno del Trap mette le mani sopra le indecisioni della sua squadra. I ricordi più recenti si aggrappano alla partita di Wembley o alla notte con il Manchester, fino a ieri sera. Ancora lui. Ancora decisivo. Prima su tiro di Signori, poi su tocco da vicino di Nervo, quindi su una botta sicura di Ingesson e ancora su Bia. Infine al 47' della ripresa su Fontolan solo davanti a lui. Cinque gol in meno, mica scherzi. "Sto bene fisicamente, è un buon momento. Forse la fortuna comincia a girare" dice senza esaltarsi troppo. Ma dentro sa che non è così. A parte la partita di Reggio Calabria non ha mai sbagliato niente e in questi anni ha fatto progressi eormi. Giorgio Pellizzaro, preparatore dei portieri dei portieri ai tempi di Ranieri, diceva: "E' il più forte portiere italiano, dovrebbe essere titolare in nazionale". Vero, ma Zoff gli preferisce Buffon. E Toldo fa finta di niente, aspetta e basta. Senza polemiche. "Io penso a fare bene con la Fiorentina, la nazionale viene dopo". Intanto Buffon, il numero uno azzurro, nel Parma ha già subito 14 gol, Toldo uno in meno. Ma i numeri non contano, o perlomeno non determinano le scelte.< Spiega Adriano Bardin, uomo-portieri del Trap: "Francesco ha tutto. E' bravo nelle prese alte, è bravo con i piedi. E' sicuro". Non è un caso che le società di mezza Europa si sono messe in fila per lui, ma Cecchi Gori non molla. Toldo è stato uno dei suoi primi colpi di mercato, quando riuscì a strapparlo al Milan disse: "Questo diventerà il miglior portiere italiano". Aveva ragione Vittorio, perché in questi anni quel ragazzino un po' timido e senza malizia è diventato il numero uno in Italia. Per questo la Lazio lo vuole, per questo la Fiorentina non lo molla. "Io resto a Firenze, basta con questa storia. Sono della Fiorentina e da qui non me ne vado". Il suo contratto scade nel 2002, dopo gli Europei si parlerà di futuro. Non prima. "E' inutile che mi vengano a chiedere Toldo perché non è sul mercato. Toldo è incedibile", ha detto e ridetto Cecchi Gori, che prima di Fiorentina-Manchester è sceso in campo per stringergli la mano. Del resto se un gol fatto può valere tre punti, uno evitato ne vale almeno due. Anche se nessuno lo dice. "Ma questo è il destino dei portieri - sorride Toldo - I gol restano, le parate si dimenticano". Tratto da La Repubblica www.repubblica.it