12 settembre 1999 Sincero sfogo del portiere della squadra viola: «Tutti ricorderanno questa papera» Toldo si flagella «Non conta aver fatto bene prima: errori così se ne vedono pochi». Un errore come quello che fece Buffon: «Non è consolante, erano due anni e mezzo che non sbagliavo così. Ma adesso dobbiamo rifarci con l'Arsenal, io sono già  pronto» REGGIO CALABRIA - Francesco Toldo ha il cuore piccolo e pieno di amarezza, ma l'animo grande. Il pallone che è scivolato dalle sue mani costa caro alla Fiorentina. Costa due punti, intanto, eppoi rinvia l'appuntamento con la vittoria in campionato lontano dal Franchi, attesa ormai dal 24 gennaio '99, data del successo sull'Empoli, rovina una festa e rende meno felice l'attesa dell'esordio in Champions League contro l'Arsenal. Quell'errore ha trascinato nella disperazione Trapattoni e tutti i suoi compagni ed è sembrato ancora più grande essendo assolutamente inatteso. Vedere Reggi tutto solo, il pallone che si accomoda in fondo alla rete, gli avversari esultare, lo stadio esplodere di felicità  e tutti i compagni con le mani nei capelli deve essere stato un colpo durissimo. Non abbastanza duro, però, per mettere in fuga Toldo dalle sue responsabilità  e dalle sue certezze. Lui affronta con calma taccuini, microfoni e telecamere, racconta il momento peggiore degli ultimi anni, si scusa con tutti e si prepara alla rivincita. In sala stampa le hostess vestono tutte la maglia granata numero 11 di Possanzini, sembrano tanti nemici, ma lui ha in mente solo il fisico bestiale di Reggi: «C'è stato - racconta - un lancio lungo, io ho calcolato male la traiettoria, forse allungata dal vento. Sono saltato altissimo, ma ero andato troppo sotto il pallone. Non sono riuscito a trattenerlo, ho cercato di rimediare, ma la sfortuna ha voluto che cadesse proprio tra i piedi di Reggi. Capita». Sì, capita, ma agli altri. Lui aveva abituato tutti a essere quasi perfetto: «In effetti - prosegue - era da tantissimo tempo che non mi capitava un errore tanto grave, se mi ricordo bene era l'ultima volta che ho fatto uno sbaglio così grosso, risale a due anni e mezzo fa». Si guarda intorno con espressione serena. Addosso non gli piovono accuse, ma incoraggiamenti, primo tra tutti quello di Trapattoni: «Lo ringrazio, come ringrazio tutti i miei compagni. Hanno cercato di consolarmi e il loro affetto mi ha fatto bene. Mi dispiace soprattutto per loro e per aver fatto perdere alla squadra due punti già acquisiti. Sì, già acquisiti perché eravamo orami tranquilli e la Reggina sembrava impotente. Ora devo dimenticare in fretta e lo farò. Contro l'Arsenal, vedrete, giocherà tranquillo». Si immola come colpevole unico, non vuole ricordare il suo intervento nel primo tempo sul colpo di testa di Kallon che aveva salvato il risultato e che potrebbe essere messo sulla bilancia con l'errore finale. «No, quello non conta. E' stata una bella partita, ma l'immagine che rimarrà  nella mente di tutti quelli che hanno visto la partita sarà  quella della mia papera, non se ne vedono tante in quel modo». C'è chi gli ricorda che solo due settimane fa lo aveva preceduto nell'impresa negativa Buffon, il suo compagno in nazionale. «Ma questo non mi consola di certo, anzi spero che la serie finisca, visto che siamo 18 portieri titolari e non sarebbe bello se tutti facessimo un errore simile». Poi bacchetta l'arbitro Cesari: «Il rigore su Possanzini non c'era. E' stato l'attaccante a fare fallo su Pierini e poi a gettarsi a terra senza che il nostro difensore lo toccasse». E' tutto, anzi no. Toldo torna ancora con la mente ai minuti finali della partita e si scusa anche con Reggi: «Il fallo che ho fatto su di lui nell'azione dopo il gol è stata una brutta cosa. In quel momento ero pieno di rabbia e mi dispiace». La più bella uscita per cancellare la più brutta. Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta