9 maggio 2000 "Cecchi Gori mi ha promesso una squadra veramente competitiva e un ingaggio più alto"

"Fiorentina, adesso cresci" Toldo rimane a Firenze, ma solo per vincere di Benedetto Ferrara Francesco Toldo, allora è tutto deciso. Insomma, i tifosi possono stare tranquilli: lei giocherà ancora nella Fiorentina. "Sì, resterò a Firenze. Il presidente mi ha ribadito che non mi venderà. Quindi..." Avete avuto un colloquio? "Non ho parlato direttamente con lui, ci ha parlato il mio procuratore. Il presidente gli ha spiegato che io non sono in vendita e ha dato garanzie sul rafforzamento della squadra. Nonostante le voci che circolano, Cecchi Gori ha spiegato al mio procuratore che non ci sono problemi di soldi. Insomma che ha mezzi per costruire una squadra ancora più forte". Quante buone notizie... ma lei come sta vivendo questa situazione? Non neghi che l'idea di andar via non gli era passata per la testa. D'altra parte c'erano anche delle offerte economiche straordinarie, e anche quelle l'avranno fatta riflettere, no? "Io credo che nella vita arrivano dei momenti in cui sei costretto a fare delle scelte. La Fiorentina è una buona formazione, ma ancora non è ai livelli delle poche squadre che lottano per lo scudetto. Credo che sia naturale per chiunque provare il desiderio di misurarsi in altre situazioni. Ma questo non significa che io non possa essere contento di restare. Se la società fa un salto di qualità e possiamo provare a lottare davvero per qualcosa di importante..." E magari se Cecchi Gori è disposto a ritoccare il suo contratto... "Questo è un punto fondamentale. Il calcio ha le sue regole: se il valore del tuo cartellino cresce allora è giusto rivedere certi parametri. Il mio procuratore è stato chiaro e il presidente si è detto disposto a discutere della parte economica, quindi non credo che ci siano problemi. D'altra parte se la Fiorentina vuole diventare veramente grande deve fare un salto anche da un punto di vista finanziario". E organizzativo, magari. "Sì, sicuramente serve una svolta, la Fiorentina deve decidere di diventare davvero una delle società più forti del mondo. Se è basso il livello organizzativo della società si trovano a essere sminuiti anche i giocatori. Non dico questo con spirito polemico. Lo dico perché so che questa Fiorentina può crescere". Ci faccia un esempio. "Sì, ne posso fare alcuni. Il primo, tanto per dare un'idea, riguarda l'immagine che dai all'esterno. Ieri, per esempio, si è scatenata questa polemica per il gol annullato a Cannavaro. Premesso che la polemica aveva le sue buone ragioni di esistere perché quella rete era valida, va anche detto che comunque dopo la partita la Juventus ha mandato in televisione il direttore generale e il capitano. Uno sulla Rai e l'altro su Mediaset. Beh, anche questo ha il suo valore. Noi in passato siamo state vittime di ingiustizie ma nessuno si è mosso". E poi? "E poi servono programmi e idee chiare. Spero che quelli della Fiorentina vengano definiti al più presto. Servono scelte tecniche precise. Ma in questo momento ancora non sappiamo chi sarà l'allenatore e quindi anche il mercato è fermo. Non credo che sia possibile aspettare ancora molto tempo. Ripeto ancora una volta: non dico questo per fare polemica, ma per il bene della Fiorentina". A proposito dell'allenatore: se le chiedessero un consiglio lei cosa risponderebbe? "Secondo me la società dovrebbe confermare Trapattoni. Io penso che lui sia l'uomo giusto per questa squadra. E poi..." Sì? "Poi credo che la società debba battersi per valorizzare determinati giocatori anche in prospettiva azzurra. Io non trovo giusto che uno come Di Livio non venga tenuto in considerazione. E in queste scelte il peso della società conta parecchio". Toldo, lei si rende conto di essere il numero uno più forte del mondo? "Beh, io a questo non penso, semmai penso a migliorarmi. Una volta un allenatore mi disse: Francesco, quando non avrai più niente su cui lavorare per migliorarti vuol dire che hai smesso di giocare". Questa umiltà le fa onore. Intanto gli europei si avvicinano, e non sono pochi quelli che la vorrebbero titolare. "Zoff ha detto che giocherà chi è più in forma. Quindi nessun problema: lavorerò per prendermi quel posto. E il mio amico Buffon farà la stessa cosa". Ma prima c'è un posto in UEFA da conquistare... "Sì, abbiamo fatto il nostro dovere. Peccato che ci siamo accorti troppo tardi di ciò che potevamo fare. Comunque adesso pensiamo a vincere col Venezia. Il Milan non può perdere con l'Udinese. Noi crediamo nello spareggio. E, inutile dirlo, vogliamo vincerlo". Tratto da La Repubblica www.repubblica.it