28 aprile 2000 Toldo e il futuro: «Il presidente sa cosa penso» di Alessio Da Ronch FIRENZE - Francesco Toldo non si arrende. Il braccio di ferro tra il portiere viola e il presidente Vittorio Cecchi Gori continua, anche se il primo, rientrato a Firenze dopo la bella prova da titolare in nazionale con nuovo entusiasmo, puntualizza un particolare riguardante le sue dichiarazioni. «Ho elogiato - afferma con decisione il numero uno dei gigliati - il pubblico di Roma, ma non ho mai detto che è meglio di quello della Fiorentina. Non voglio certo rovinare un rapporto che ho saputo instaurare in sette anni di vita in Toscana. Da settembre sto giocando con un coltello appeso sopra la testa, con i discorsi di mercato che mi danno in partenza sono tutti pronti a saltarmi addosso ad ogni minimo errore. E questa è una cosa ingiusta». Quel che conta di più è il suo proposito di dare una scossa alla sua carriera, di vincere finalmente qualcosa di importante. «Nei prossimi giorni - spiega Toldo - il mio procuratore parlerà con Cecchi Gori del mio futuro, con o senza la Fiorentina. Non c'è alcun aumento di stipendio in ballo. Io ho parlato con il presidente e gli ho detto tutto quello che pensavo. Lui conosce bene il mio pensiero». Il produttore cinematografico, però, lo ha invitato a tacere, minacciando pure multe salate. «Ognuno - è la replica di Toldo - ha il diritto di dire come la pensa. Ribadisco che ho avuto la sensazione che un giocatore tra Batistuta e me possa essere ceduto. Ma è una semplice sensazione, non un dato certo». Il futuro, insomma, al momento è affidato al suo procuratore Rizzato. Prima di tutto, infatti, per Toldo c'è l'obiettivo della conquista di un posto in Uefa per la Fiorentina. «La sconfitta con la Juventus - conclude il portiere introducendo la sfida di domenica contro il Lecce - ci obbliga a vincere sempre. Io avevo addirittura previsto dieci punti nelle ultime quattro partite, cosa non più realizzabile, ma dobbiamo crederci ancora». Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta