25 aprile 2000 Toldo dà l'addio alla Fiorentina di Luca Calamai ROMA - «Ho parlato con Vittorio Cecchi Gori e gli ho illustrato la mia posizione. Non voglio aggiungere altro. Lo farò nei tempi e nei modi giusti. Quale è stata la reazione del presidente davanti alle mie richieste? Ho avuto la sensazione forte che stavolta Cecchi Gori venderà almeno uno dei suoi gioielli. Io o Batistuta? Vedremo. Prima della fine del campionato mi incontrerò nuovamente con Cecchi Gori. E sarà il faccia a faccia decisivo». Francesco Toldo ha già deciso. Lui vuole lasciare Firenze. Un divorzio doloroso ma inevitabile. Il portiere azzurro cerca nuovi stimoli. Nuove avventure. Tutte cose che ha già detto a Cecchi Gori. E che ripeterà la prossima settimana. «Vorrei chiarire una cosa: non sono andato dal presidente a chiedere più soldi. Non cerco un contratto più ricco. Il mio è solo un problema tecnico». La Roma ha offerto a Cecchi Gori i cartellini di Antonioli e di Di Francesco più un conguaglio. «La Roma mi vuole. La Lazio mi corteggia dall'estate scorsa. E, vi assicuro, non è stato facile vivere tutto un anno "assediato" dalle voci di mercato». Lei preferirebbe restare in Italia. «E' vero. Ma...». Ma? «Non posso scegliere da solo la mia destinazione. Deve decidere anche la società. E Cecchi Gori avrebbe meno rimpianti cedendomi all'estero. Il presidente vuole costruire una Fiorentina da scudetto e non vuole rinforzare delle rivali cedendo loro Toldo o Batistuta». Resta il Manchester United. «Un club prestigioso». Che potrebbe offrire una contropartita tecnica importante. «Sapete tutto. Ma non chiedetemi nomi di giocatori. Queste sono valutazioni che spettano a Cecchi Gori e ai suoi collaboratori». La Roma ha qualche vantaggio? «Sono rimasto molto impressionato dai tifosi della Roma, certe cose un giocatore non le può dimenticare». La Fiorentina, intanto, non ha ancora deciso chi allenerà la squadra il prossimo anno. «Il problema è che la società è divisa. Qualcuno propone un nome e gli altri lo bocciano. E viceversa. I dirigenti dovrebbero remare tutti dalla stessa parte. E trovare un orientamento comune». Potrebbe restare Trapattoni. «Può darsi. Non conosco le sue intenzioni. Io, però, uno come Trapattoni lo consiglierei sempre. Aldilà della tattica o del gioco. E credo che altri giocatori della Fiorentina la pensino allo stesso modo. Ho letto alcune dichiarazioni dopo la partita contro la Juventus al Delle Alpi». La sua posizione potrebbe cambiare a seconda del nome dell'allenatore? «Non credo». Passiamo alla nazionale: contro il Portogallo partirà titolare. «Un'occasione che cercherò di sfruttare nel migliore dei modi». Potrebbero cambiare le gerarchie prima dell'inizio dell'Europeo? «Difficile. Le gerarchie sono già fatte. E io le rispetterò perché certi "momenti" è comunque meglio viverli in prima fila piuttosto che davanti alla televisione. Giusto?». Poi, a luglio, salirà all'altare. «Il 9 luglio. Già, ho deciso di sposarmi. Sono felice ed emozionato. E convinto». In quale città andrete a vivere? «Ogni cosa al momento giusto. Ora penso alla nazionale. Poi, cercherò di conquistare la qualificazione Uefa con la Fiorentina. Un traguardo ancora alla nostra portata. Quindi deciderò il mio futuro insieme a Cecchi Gori». Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta