18 febbraio 2000 Toldo, futuro sempre più viola Guai a chiedere a Francesco Toldo qualcosa sul suo futuro, ormai il patto è chiaro: noi non chiediamo e lui non risponde, anche se qualcosa alla fine si lascia scappare. «Ho parlato con Cecchi Gori e mi ha detto che vuole costruire una Fiorentina più forte. Io non posso che essere contento, visto che questa è la mia squadra da sette anni». Possibile traduzione: amici cari, mi sa tanto che ci vedremo la prossima stagione e chissà per quanto altro tempo ancora. Meglio così, perché è difficile trovare al mondo fra i pali qualcuno più bravo di lui e deve ancora nascere la squadra che si rinforza vendendo il proprio portiere, che è forse più difficile da sostituire del centravanti. Intanto arriva Roma-Fiorentina, una sfida avvelenata dalle tante polemiche di Sensi. Un presidente che si è messo un po' contro tutti. «Quello che è successo in settimana sono fatti loro, io spero che eventuali rigori vengano dati solo se ci sono davvero, il resto non mi interessa. Contro di noi la Roma si gioca parte delle possibilità di lottare per lo scudetto». Mancheranno Rui Costa e Pierini. «Guardiamo pure in casa loro: non è che stiano benissimo. Alle squalifica di Totti io aggiungerei quella di Capello». La Fiorentina come sta? «Molto meglio mi pare, ormai la fase di convalescenza dovrebbe essere felicemente superata. Nelle ultime partite ho rivisto quello spirito di gruppo dell'inizio di stagione, quella voglia di lottare che è indispensabile per puntare almeno al settimo posto e far bene in Europa». Nel recente passato non sono però mancate le occasioni perse. «Sarebbe bastato battere l'Udinese come avremmo meritato, ma il campionato è ancora lungo e la distanza in fondo è di soli tre punti. Una vittoria noi, una sconfitta loro e il gioco è fatto». Poi, dopo Parma, arriva la Champions League. «Marzo sarà davvero il mese decisivo. Io sono fiducioso, sarà la mia natura di inguaribile ottimista». Lo è anche Trapattoni, in procinto di rimanere ancora a Firenze. «E' presto per parlare di queste cose. Il mio consiglio è di rimanere sempre concentrati sul prossimo impegno». Tratto da La Nazione www.lanazione.it