17 gennaio 2000 Toldo avverte la Fiorentina: «Non snobbiamo la coppa Italia» di Alessio Da Ronch VENEZIA - Stazione di Venezia, fermi tutti si scende. Francesco Toldo prende la valigia e cambia treno, lascia il convoglio diretto verso la Champions League, e sale su quello più modesto e lento che punta all’Uefa. E pensare che a luglio il vagone viola era stato agganciato al treno scudetto, insieme ad altri 6, poi la crisi di risultati, in particolare in trasferta, e il conseguente cambio di rotta. «E' così - ammette Toldo - non possiamo illuderci, meglio pensare al settimo posto, che ci aprirebbe comunque le porte d'Europa. A qualcosa di peggiore non voglio neppure pensare, anche se mi rendo conto che di questo passo tra qualche tempo potremmo ritrovarci a stabilire un altro obiettivo. Dobbiamo assolutamente dare una svolta al nostro campionato, abbiamo le qualità per farlo, quindi dipende solo da noi. A questo punto, però, non basterà più un successo a ribaltare la situazione, ci vorrà una serie di risultati positivi in trasferta». Il portierone gigliato è seduto sul divano dell'albergo che la società ha scelto come sede del ritiro. L'allenamento è finito, Trapattoni è rimasto in silenzio, preparando la rivincita in coppa Italia, Firicano riesce a stento a reprimere la rabbia per l'espulsione: «Ma il peggio - dice - è che questa Fiorentina dà fiducia all'avversario e questo rende pericoloso chiunque». Il giovane centrocampista Pagliuca, intanto, si è aggiunto alla lista degli infortunati, mentre Pierini è recuperabile per Bari. «In queste partite - continua Toldo - la differenza la fa la rabbia. Noi a Firenze ce l'abbiamo, lontano dal Franchi, no. Non possiamo neppure aggrapparci al fatto che abbiamo subito la rete al 93’, perché nei dieci minuti precedenti il Venezia era stato pericoloso almeno tre volte». «Ma ad essere sbagliato - analizza il portiere - è l'atteggiamento. Curiamo le partite fin nel minimo particolare, poi commettiamo un errore che ci penalizza. Ora, però, mettiamo tutto da parte e pensiamo alla coppa Italia, che diventa una porta verso l'Europa, quindi sempre più importante. La partita sarà dura e combattuta, una battaglia sul campo ghiacciato». Lui ricorda ancora l'eliminazione subita 6 anni fa proprio ad opera del Venezia. Di quella formazione viola sono rimasti solo lui e Batistuta: «Ed è per questo che non possiamo aver paura, allora la Fiorentina era reduce da un'esperienza allucinante, stavolta ci sentiamo più sicuri». Tratto da La Gazzetta dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta