La promessa mantenuta del tabaccaio di Padova la storia ALESSANDRO DI MARIA ADDIO. Un altro, un anno dopo. Prima è toccato a Batistuta, ora è il momento di Toldo. Si immaginava, si sussurrava, forse si sapeva, ma in fondo c'era anche la speranza che alla fine potesse rimanere ancora a Firenze. È un altro pezzo di storia della Fiorentina che se ne va, che prova ad andare a vincere da un'altra parte. Otto anni non sono pochi, 264 partite in campionato lo sono ancora meno. Una storia quasi parallela, quella tra Toldo e la Fiorentina, soprattutto nel momento in cui è nata. Toldo è arrivato a Firenze nell'estate '93 dopo un anno a Ravenna, in serie C1, in cui aveva dimostrato di essere un giocatore su cui puntare per il futuro. Al momento era solo quello, niente di più. Un ragazzone alto e timido che appena poteva tornava nella sua Padova per stare dietro il bancone del bar tabacchi dei genitori. Tutto era ancora da dimostrare. Come da dimostrare erano i nuovi programmi di una società appena retrocessa. Firenze e Toldo si sono conosciuti così, partendo dalla serie B. Con una squadra in cerca di rivincite e un portiere con l'unico obbiettivo di diventare tra i migliori. Cosa che in pochi anni è riuscito a fare, a differenza di una Fiorentina rimasta sempre a metà del guado. C'è voluto poco per capire che il ragazzo ci sapeva fare. Anno dopo anno ha migliorato i difetti, col crescere ha anche trasformato quel carattere fin troppo chiuso, senza però perdere quelle caratteristiche che lo hanno fatto ben volere da tutti. Presto se ne accorse il Milan, che alla Fiorentina lo aveva prestato. E cercò di riprenderselo, anche se nel frattempo il portiere era passato in comproprietà tra le due società. Ma gli allora buoni rapporti tra Cecchi Gori e Berlusconi, la giusta quantità di miliardi e la voglia di Toldo di rimanere a Firenze furono sufficienti per lasciarlo crescere definitivamente alla Fiorentina. Sono questi gli anni in cui conquista la nazionale, vince una coppa Italia ed una Supercoppa di Lega, conosce e sposa Manuela dopo un altro lungo fidanzamento che lo aveva già portato alle soglie del matrimonio. Poi gli Europei, indimenticabili. Ora che è cresciuto, che è arrivato al culmine della sua carriera, se ne va. Il suo futuro ora è il Barcellona, è un figlio che nascerà a novembre lontano da Firenze. Ma questa è ormai già un'altra storia.