"Sì vado in Spagna non potevo rifiutare" A colpi di miliardi verso Barcellona GIUSEPPE CALABRESE Toldo va al Barcellona. Dopo mesi di sussurri e trattative, il numero uno della Fiorentina ha accettato l'offerta del club catalano. Cinquantacinque miliardi alla Fiorentina, contratto quadriennale da otto miliardi netti a stagione, più opzione sul quinto per il giocatore. Per ora soltanto soldi alla società viola, che però è interessata a Arteta, il sostituto di Guardiola. Se Mancini dice sì potrebbe rientrare come parziale contropartita (dieci miliardi) nell'operazione. Si chiude qui uno dei grandi tormentoni del mercato. La Fiorentina, per il momento, non dice niente, ma Toldo ha confermato tutto ai tifosi. La notizia del suo passaggio al Barcellona circolava già in mattinata, Firenze era in fibrillazione. Una piccola folla si è radunata davanti allo stadio Franchi e quando ha visto la macchina di Toldo uscire dallo stadio, l'hanno bloccata. Il portiere è stato travolto dalle domande. Secca la risposta: «Sì, vado al Barcellona. E sono felice di andarci. Mi rimane un mese per salutarvi tutti». Così otto anni in viola si sono consumati in pochi minuti. Davanti allo stadio. Un saluto veloce, per il resto c'è tempo. Anche il contratto non è stato ancora firmato. Ora c'è l'Atalanta, poi la nazionale, Toldo incontrerà di nuovo i dirigenti del Barcellona appena rientrato dalla Georgia. Per questo non parla. Prima di rompere il silenzio stampa che si era imposto per evitare polemiche, vuole mettere la firma su quel contratto. Solo dopo spiegherà le sue ragioni a Firenze, il perché di questo addio con la morte nel cuore. Mica facile dimenticare gli otto anni passati qui. Toldo, come Batistuta, vuole mantenere un buon rapporto con i tifosi della Fiorentina. Che hanno capito, è ovvio. Il Barcellona, dunque. A dire il vero Toldo avrebbe preferito rimanere in Italia, anche perché a novembre nascerà il suo primo figlio, un maschio, ma le offerte di Juventus e Roma non hanno convinto la Fiorentina. Con i giallorossi c'erano state solo parole, mai una trattativa vera. Toldo poteva andare da Sensi l'anno scorso, insieme a Batistuta, ma Cecchi Gori pensò che vendere due giocatori in un colpo solo sarebbe stato troppo per Firenze. Così ha ceduto l'argentino e trattenuto il suo portiere. Ma Sensi non ha mai mollato e siccome ha bisogno di un portiere aveva buttato lì l'argomento anche con Sconcerti. Ma senza entrare nei dettagli, appunto. Più decisa la Juventus, qui una trattativa c'è stata, però i cinquantacinque miliardi messi lì dal Barcellona sono stati un argomento molto convincente per la Fiorentina. Mancava solo il sì di Toldo, che si è preso qualche giorno per riflettere e poi ha dato l'ok all'operazione. «Non potevo rifiutare», ha detto sempre ieri pomeriggio ai tifosi. Vero. Toldo è giustamente ambizioso, vuole vincere e il Barcellona gli offre tutto quello che chiede. I dubbi sul trasferimento all'estero, semmai, erano legati anche alla nazionale. Giocando nella Liga sei meno visibile che nel campionato italiano, ma di questo parlerà la prossima settimana con Trapattoni. Il resto è tutto da pianificare. A fine campionato Toldo andrà in Spagna a cercare casa e si trasferirà a Barcellona con tutta la famiglia. Non è escluso che suo figlio nasca proprio in Spagna. Chissà. È successo tutto talmente in fretta che non c'è stato tempo per decidere. Ma tutti sono felici. Lui, sua moglie Manuela, la Fiorentina. Un po' meno i tifosi, ma loro hanno capito. «È giusto così. È giusto che vada in una grande squadra per vincere qualcosa di importante. Qui non avrebbe vinto». Oddio, una cosa Toldo la può ancora vincere: la coppa Italia. Dopo la partita di Parma il portiere vorrebbe alzare quella coppa prima di lasciare Firenze. Sarebbe il modo migliore per lasciarsi dietro le spalle otto anni di calcio in una città che non può, e non vuole, dimenticare.