Da Mondocalcio di Raisport: Nessuno e' incedibile Toldo non vuole parlare di mercato ma ricorda che... Firenze, 1° febbraio 2001 Il mercato si e' appena concluso, ma i pezzi pregiati del campionato continuano ad essere corteggiati. Uno di questi e' Toldo che alle domande sul suo futuro risponde: "Nessun giocatore e' incedibile, quindi neppure il sottoscritto: ma io ora non voglio parlare di mercato, non mi interessa. penso soltanto a fare bene da qui alla fine del campionato". Il portiere della Fiorentina e della nazionale, nonostante un contratto fino al 2005, e' da tempo nel mirino di molti grandi club italiani e stranieri: tuttavia ha deciso per il momento di congelare ogni discorso fino a giugno. "Se ci mettiamo a parlare di mercato adesso non la finiamo piu'. Per fortuna poi sono in uno spogliatoio quasi idialliaco, dove ogni voce finisce per rimbalzare e volar via. Ora dobbiamo pensare soprattutto a difendere questa stagione, ci aspettano impegni molto importanti": la gara di domenica con il Napoli e la semifinale di ritorno di Coppa Italia in programma mercoledi' prossimo a Firenze contro il Milan. "L'obiettivo e' battere i partenopei perche' vogliamo restare attaccati alle prime e conquistare l'accesso alla finale - sorride il portiere viola - non sara' facile, ma se riusciremo a imporre il nostro gioco eccezionale, ce la faremo. Nonostante la pesante sconfitta con la Lazio il clima e' sereno". La sfida con il Napoli segnera' la prima volta di Toldo e della Fiorentina contro Edmundo. "Quando e' venuto a farci visita la scorsa domenica gli ho augurato di rilanciarsi, ma dopo la gara contro di noi". Sul conto del brasiliano svela: "Lo hanno sempre dipinto diversamente da come e' in realta': oltre ad essere un grande giocatore dotato di un dribbling unico al mondo, e' una persona buona, piacevole, capace di fare gruppo anche se non mancano alcuni aneddoti curiosi". Toldo ricorda ad esempio quella volta che nel corso di una partitella con la primavera Edmundo sferro' un pugno al volto di un giovane avversario che gli aveva commesso fallo da dietro. O di quando nella stagione '98-99 insulto' davanti a tutti Trapattoni che lo aveva sostituito all'Olimpico durante un Roma-Fiorentina di campionato. "Ma soprattutto rammento di quando se ne ando' a Rio per il carnevale nonostante il grave infortunio di Batistuta. Era una cosa gia' pattuita con la societa' - osserva Toldo - noi quindi non potemmo fare nulla per fermarlo. E comunque lui sapeva benissimo che eravamo in emergenza, quindi avrebbe dovuto sapere che doveva restare. Chissa', forse se l'avesse fatto la Fiorentina avrebbe avuto una piccola chance in piu' per vincere quell'anno lo scudetto". Domenica Toldo tornera' ad esibirsi a Palermo, dove disputo' (in serie B) la sua prima gara ufficiale in campionato con la maglia viola. "I tifosi palermitani sono molto sportivi e grandi appassionati di calcio, ricordo che allora ci applaudirono a lungo. Sono convinto che succedera' ancora". "Quel pugno in allenamento…" Toldo racconta la convivenza con il brasiliano il retroscena -------------------------------------------------------------------------------- «Un giorno stavamo giocando la partitella di allenamento. Un ragazzo della Primavera, Stefani, gli entrò da dietro e fece fallo, Edmundo si girò e lo colpì con un cazzotto in pieno visto». Francesco Toldo sorride, domenica ritrova Edmundo, O’ Animal. «Era una persona piacevole, un ragazzo normale. Dentro lo spogliatoio faceva gruppo. Poi ci sono stati dei problemi…». Qui Toldo glissa, meglio non fare i nomi di quei problemi, ma tutti sanno che il brasiliano non aveva legato con Batistuta e Rui Costa. «Io ho fatto il possibile per dargli una mano continua e se non fosse partito per il Carnevale… La certezza non c’è, ma forse avremmo avuto una chance in più per lo scudetto». Di lui ricorda il dribbling: «Era impressionante. La prima volta che giocò con noi, fu contro la Rondinella, fece diventare matti i difensori e poi fece anche gol. I tifosi erano impazziti». Poi ci fu l’incidente in macchina: «Non sapeva guidare la jeep». E l’addio: «Doveva essere lui a restare, sapeva qual era la situazione». Ma Toldo parla anche di mercato. Sconcerti ha detto che solo Rui Costa è incedibile. «Frasi così ne ho sentite tante dice Toldo Dentro lo spogliatoio c’è una situazione idilliaca e non la vogliamo sciupare. Tutte queste voci restano fuori. Noi non parliamo di mercato, ognuno è responsabile di ciò che dice». (g.c.) dall'inviato Alessandro Fiesoli Toldo: "Edmundo si ferma così" FIRENZE, 1 FEBBRAIO 2001 - Nemico? Amico? Forse entrambi, forse qualcosa di più. La Fiorentina sfida il Napoli e ritrova Edmundo. E dal punto di vista di Francesco Toldo, di sicuro, il brasiliano fa un effetto poco... simpatico. "Eppure - spiega e scherza il portiere viola - Edmundo è uno che nello spogliatoio scherza e ama stare in compagnia". Un'immagine dell'attaccante, questa, decisamente inedita. Ma non era che Edmundo era tutto litigi, fughe e niente sorrisi? Toldo accetta la provocazione e decidere di raccontare l'Edmundo "segreto", quello che magari avrebbe fatto molto comodo alla Fiorentina e che domenica rischia di diventare il primo incubo della formazione di Terim. "Ha la fama del cattivo, del duro - racconta Toldo -, forse perchè chi lo vede giocare lo vede sempre concentratissimo. Ma fuori del campo Edmundo è un bravissimo ragazzo".A Firenze però ha avuto diversi problemi e la squadra, si racconta, non gradì molto quella "fuga" in Brasile per poter sfilare al Carnevale... "Quella situazione ruppe l'incantesimo. Fino a quel momento fra Edmundo e la Fiorentina non c'erano stati problemi. Se noi potevamo fermarlo prima di volare in Brasile? Poteva farlo 'per contratto' e poi... decisioni di questo genere dovrebbero essere una scelta spontanea, o no?". Ricordi e aneddoti. Toldo chiude con una battuta l'episodio relativo all'incidente stradale che ebbe come protagonista il centravanti brasiliano. "Guidava una macchina troppo potente per uno come lui...". Un sorriso e un altro ricordo. Il portiere viola presenta il duello di domenica notte rileggendo l'amichevole con la quale Edmundo fu presentato ai tifosi della Fiorentina. "Fu durante una partitella con la formazione Primavera - dice Toldo -. Edmundo era fra gli 'avversari' e per buona parte della gara non riuscì a segnare. Lo seguivo con attenzione, capivo che soffriva per quel non trovare la porta, poi accadde qualcosa. Vedi Edmundo prendere la palla e avanzare con un dribbling strettissimo verso la mia porta capii che se nessuno la fermava avrebbe segnato e fu proprio così". Una scena che Toldo non vorrebbe proprio rivedere alla "Favorita" di Palermo. Il numero uno della Fiorentina non sembra avere dubbi sulle qualità del bomber azzurro. "Nel dribbling è imbattibile. E' questa la sua arma vincente. Fermalo è davvero un'impresa difficilissima e il lavoro dei nostri difensori, domenica, sarà molto duro". Campione estroso, forse mai compreso, oppure? Toldo ascolta l'interrogativo e snocciola la sua risposta. "Forse è diventato un campione un po' tardi. Non è giovanissimo, non è 'esploso' giovanissimo e questo forse è il suo difetto maggiore. Comunque, se domenica sarà in campo, farà di tutto per renderci la vita dura". Basta con Edmundo. Una domanda sul futuro sembra obbligata. Toldo e la Fiorentina a che punto siamo? "Nessuno di noi è incedibile, ma la cosa migliore è parlare di questo la prossima estate".