Toldo zitto e col naso rotto Tornato a Padova con un volo su Venezia, Toldo si prepara all’incontro con Cecchi Gori: chiederà un mega-aumento La faccia di Francesco Toldo è come quella di un pugile sconfitto. Il colpo ricevuto da Trezeguet nei supplementari di Italia-Francia gli ha procurato una frattura composta al setto nasale, rivelata dalle radiografie alle quali il portiere è stato sottoposto ieri mattina a Rotterdam. Poco male, anche se l'incidente rischia di rovinare le fotografie del matrimonio con Manuela in programma domenica prossima, a Padova, a far più male è senz'altro la sconfitta e il modo in cui è maturata. Ieri il portiere è tornato in Italia da solo, ha abbandonato la comitiva azzurra, in partenza da Bruxelles per Milano e Roma, e se ne è andato ad Anversa per imbarcarsi su un aereo per Venezia e, di lì, ha raggiunto Padova in auto dove è arrivato soltanto nel tardo pomeriggio. L'umore, come presumibile, era nerissimo: «In queste ore - ha confidato il padre al telefono - Francesco non vuole parlare con nessuno, anzi non vuole proprio farsi vedere. Capitelo, cercate di capirlo». A casa Toldo si è rilassato prima di mettersi in contatto con il suo procuratore Rizzato e programmare la prossima importantissima partita, quella che giocherà con la Fiorentina per il rinnovo del suo contratto. Sulle tracce del portiere azzurro, infatti, si sono gettate molte società importantissime, prima fra tutte il Barcellona che ha gettato sul tavolo della trattativa addirittura il portoghese Vitor Baia e l’olandese Zenden, ma il presidente viola Vittorio Cecchi Gori non è disposto a trattare, almeno così dice, per nessuna cifra. Mercoledì, o giovedì al più tardi, così, Toldo incontrerà il presidente, come era già stato stabilito da tempo, per concordare un cospicuo aumento dell'ingaggio che dovrebbe passare dai due miliardi di lire nette a stagione previsti nell'attuale contratto a sei. Questa, infatti, è la cifra che alcune società avevano offerto al numero uno azzurro già prima delle grandi imprese compiute all'Europeo. Alessio da Ronch Tratto da "La Gazzetta dello Sport" del 05-07-2000