Sabato 1 Luglio 2000 LA FUTURA MOGLIE Manuela fra una settimana sposerà «questo testone un po’ vigliacco» Il 9 luglio diventa la signora Toldo: «Abbiamo cominciato a uscire un anno e mezzo fa, ma non mi ha detto chi era, il vigliacco... L’ho scoperto vedendolo in tv. È un uomo originale, come tutti i portieri: mi riempirà la vita» di Paolo Condò ANVERSA (Belgio) - E come è bella la vita stamattina per chi si chiamerà Manuela Pozza per dieci giorni ancora, e dal 9 luglio diventerà Manuela Toldo, che oggi suona come Manuela Garibaldi. Fidanzata e imminente sposa del nostro nuovo eroe nazionale, questa bella ragazza padovana porta a spasso i suoi occhi verdi nel centro di un’Anversa ancora assonnata; è il mattino del dopo-Amsterdam, il gruppo dei familiari degli azzurri attende il pullmino che li porterà al ritiro di Grobbendonk per l’ultimo squarcio di libertà concessa ai giocatori prima della clausura finale. Superfluo dire che se la felicità ha un volto, è quello di Manuela. Divertente e non banale, invece, il suo racconto di un rapporto iniziato un anno e mezzo fa, e che il 9 luglio verrà coronato dal matrimonio. «Lavoravo a Padova in un negozio di biancheria intima, e un lunedì pomeriggio mi accorsi di un ragazzo lungo lungo che stava passando un po’ troppo frequentemente, e a intervalli regolari, davanti alla mia vetrina. Francesco ha una gran faccia tosta, non finse nemmeno di dover comprare qualcosa, me lo fece capire subito di essere entrato per me. In breve cominciammo a uscire e io, digiuna di calcio, non sapevo che fosse un portiere famoso. Né lui me lo disse, vigliacco... Così una domenica, all’ora di pranzo, mio padre, che di pallone invece sa tutto, si mise a guardare "Guida al campionato": la trasmissione si collega con Firenze, e il giornalista intervista proprio lui, chiamandolo pure Francesco in modo da cancellare ogni dubbio residuo. "Ma quello è il ragazzo col quale sto uscendo" dico io. Mio padre mi guarda come se stessi vaneggiando. "Stai uscendo con Francesco Toldo?"». Manuela fece due più due, e capì perché di andare al cinema la domenica pomeriggio proprio non se ne parlava. «Dopo qualche tempo mi sono trasferita a Firenze, dove viviamo in un posto meraviglioso, Bagno a Ripoli. Usciamo spesso con una coppia di amici extracalcio e con Bressan e sua moglie, vita tranquilla e non certo mondana, non siamo i tipi. «Sono una donna felice - continua Manuela - perché Francesco è una persona carica di energia positiva, bastava guardarlo prima dei rigori per capire come sarebbe finita, erano tutti nervosi e invece lui rideva. Certo, a volte è un bel testardo: ma le persone senza difetti non esistono, e col tempo ho capito che la testa dura nel suo mestiere è fondamentale, perché soltanto con quella riesci a superare i momenti difficili. E poi è un uomo originale: mi hanno detto che tutti i portieri lo sono, io posso confermarlo. Se col suo fisico riempie la porta, sono certa che col suo carattere mi riempirà la vita». Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta