Sabato 1 Luglio 2000 «Tirate, tirate, tanto prendo tutto» Toldo: «I rigori erano il mio incubo. Ora quando vedo l’uomo sul dischetto penso: te lo paro» «Prima restavo paralizzato e pensavo "ora mi fa gol, ora mi fa gol"». Poi, con un preciso anno di lavoro, tre anni fa ha imparato: «Un rigore si comincia a pararlo guardando negli occhi l'avversario». Il primo lo neutralizzò proprio contro la Francia... di Luca Calamai ANVERSA - Tre anni fa i rigori erano il suo incubo. Francesco Toldo si era sfogato, durante il ritiro precampionato, con Paese, collaboratore di Malesani, ed allenatore dei portieri della Fiorentina. «Mister, quando vedo un avversario che sistema il pallone sul dischetto comincio a pensare: "Ora mi fa gol, ora mi fa gol". E resto come paralizzato». Risultato: ogni rigore, una rete. Un portiere impotente davanti ai tiri dal dischetto mal si sposa con un calcio che, soprattutto nelle Coppe, assegna ai rigori un ruolo spesso decisivo. Il problema era stato discusso ed analizzato. Prima di tutto dal punto di vista tecnico. Il limite era nelle «gambe»: forti ma non esplosive. Per neutralizzare un rigore bisogna essere come molle. Una finta e via. Con quel metro e novantadue disteso in orizzontale. Bisognava dare scatto a questo fisico da cestista. E su questo aspetto fu costruito un preciso programma di lavoro. Il primo segnale positivo arrivò proprio durante il campionato d'agosto, nel Memorial Cecchi Gori. Il primo tiro dagli undici metri neutralizzato. Un sospiro di sollievo. La fine di un incubo. «Sapete quale è la differenza rispetto a tre anni fa? Che ora quando l'attaccante avversario deposita il pallone sul dischetto la prima cosa che mi viene in mente è: "Adesso te lo prendo". Ed un rigore si comincia a pararlo guardando negli occhi l'avversario». «Il fenomeno di Amsterdam», «Il gladiatore dell'ArenA», «L'uomo dei miracoli». Francesco Toldo ieri si è divertito sfogliando la rassegna stampa. Quando, poi, ha scoperto di aver preso anche qualche dieci in pagella è scoppiato in una grassa risata. «Mai presi a scuola simili voti». Anche se, è giusto ricordarlo, si è sempre difeso egregiamente. E l'idea, un giorno, di riprendere gli esami all'Isef non è ancora del tutto abbandonata. La prima telefonata è stata per mamma Toldo. «Mi raccomando, conserva la registrazione della partita», ha detto in perfetto dialetto veneto. Quello con il quale dialogava spesso con Malesani. Poi, ha contattato Gastone Rizzato. Il suo procuratore. Un amico. «Gastone, ti devo confessare una cosa: "Non credevo di essere così forte". Contro l'Olanda mi sentivo tranquillo ed invincibile. Una sensazione incredibile. Più loro venivano avanti, più io ero sereno. Ad un certo punto sono arrivato a dire ad alta voce: "Tirate, tirate, tanto prendo tutto". Probabilmente non mi avrebbero segnato neppure con una cannonata». Ore 12, visita parenti nel ritiro di Grobbendonk. Manuela è tra le prime a scendere dal pullmino. Tra nove giorni diventerà la signora Toldo. Tra loro è stato amore a prima vista. Ed il fidanzamento è coinciso con l'esplosione di Toldo. Il «granatiere di Padova», come lo chiamava Trapattoni, ha cambiato carattere. Il bambinone di un tempo ha lasciato spazio ad un uomo pronto ad assumersi nuove responsabilità. Nella vita ed anche dentro lo spogliatoio. Durante l'ultimo calcio mercato, poi, il numero 12 azzurro ha «scoperto» di valere quaranta miliardi. La Fiorentina aveva praticamente chiuso la trattativa con la Lazio: Francesco a Roma; Van der Sar più tanti soldi alla società viola. Un'operazione saltata per aria solo perché la Juventus fu abile a bruciare tutti sul tempo ingaggiando il nazionale olandese. Ma queste cifre sono rimaste nella testa di Toldo. Proiettandolo in una nuova dimensione. Con Manuela ha parlato di vacanze (dopo le nozze voleranno tre settimane in Polinesia), di un incontro previsto per la metà della prossima settimana con Cecchi Gori (Francesco pretende un contratto pari alla sua quotazione) e della prossima sfida contro la Francia. «Non ho il tempo di godermi questi voti in pagella, devo ritrovare subito la giusta concentrazione. Chiusa questa mezza giornata di riposo torno in clausura». I rigori hanno segnato la sua carriera. Nel momento di crisi, quando si sentiva impotente davanti agli avversari, Toldo cercava di difendersi ricordando un precedente: «Parando un rigore ho contribuito alla vittoria nell'Europeo con l'Under 21 di Maldini». Quel tuffo vincente ora diventa di grande attualità. Il motivo? La prodezza del portiere azzurro risale al 15 aprile 1994, stadio di Nimes, semifinale dell'Europeo. In campo, guarda caso, Italia e Francia. Zero a zero dopo i tempi regolamentari, poi, i rigori. La solita, infernale, roulette. Con Toldo bravo a gelare i padroni di casa respingendo la conclusione di Makelele. Un precedente beneaugurante? Per la cronaca Toldo si portò a casa un bel 7,5 in pagella e tra gli azzurri c'era anche Fabio Cannavaro. Altro eroe di Amsterdam. Tra i francesi, invece, c'era un giovanotto di talento di nome Zinedine Zidane. Buffo, vero? Anche nella stagione appena conclusa il portiere della Fiorentina è riuscito ad ipnotizzare grandi rigoristi. Al debutto in Champions League, ad esempio, è riuscito a salvare un prezioso 0 a 0 contro l'Arsenal arpionando, all'ultimo minuto, il pallone calciato dagli undici metri da Kanu. E in campionato si è ripetuto togliendo dai pali una fucilata di Mihajlovic. Insomma, decisivo come Batistuta. Anzi, il suo procuratore svela un gustoso retroscena: «Un grande presidente di serie A mi ha detto che riguardando tutto il campionato della Fiorentina ha valutato che Batistuta ha portato 7 punti in più alla squadra viola e Toldo, addirittura, 8». E' il presidente Sensi. Che sarebbe disposto a spendere altri settanta miliardi pur di affidare a Toldo la difesa della porta della Roma. Ed ora la Francia. Zidane («il miglior rigorista in circolazione insieme a Del Piero»), Barthez («lo avevo indicato insieme a Vitor Baia come uno dei migliori portieri dell'Europeo») e tanti altri rivali dal nome illustre. Ma, forse, il passaggio più delicato sarà gestire la valanga di elogi che gli sta piovendo addosso. Anche il sindaco di Firenze ha voluto inviargli un messaggio invitandolo a «restare ancora in maglia viola». Il nuovo Toldo sembra impermeabile a tutto. Anzi, riesce a scherzare su questa sua nuova dimensione: «Ho le orecchie che mi fanno male a furia di rispondere a tutti». Ed inoltre cosa sarà mai questa Francia. Il portiere azzurro alla vigilia di Italia-Olanda fece sorridere tutti con questa battuta: «Ci faremo una bella spremuta con tutte queste "orange"». Da bere insieme ad undici «galletti» arrosto? Tratto da La Gazzetta dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta