29 giugno 2000 Quel fenomeno di Toldo: "Non segnavano mai..." Titolare solo per l'infortunio a Buffon, ha cancellato l'incubo azzurro dei rigori. Parandone ben tre dal nostro inviato EMILIO MARRESE AMSTERDAM - Tutti in braccio a Toldo. Non solo alla fine, ma anche prima. Quando il portiere azzurro si avvia verso la porta dei rigori finali, i compagni vanno uno a uno a salutarlo, accarezzarlo e abbracciarlo come se stesse partendo per il fronte. Ma la paura del portiere prima del calcio di rigore non è un film che ha visto. Tornerà, poco dopo, con una finale in mano. Come ha fatto, Toldo? "Sinceramente non lo so nemmeno io. Tre rigori in una partita non li avevo mai parati. Credo che una cosa così non si ripeta mai più. Quanti ne hanno tirati? Sei? Ne hanno segnato uno solo". E' stata una serata di quelle che un portiere sogna sin dalla parrocchia. "Sin da mercoledì me lo sentivo che avrei fatto una grande partita, lo sapevo. Ed è stata sicuramente la partita più bella della mia vita. Meglio che a Wembley (Arsenal-Fiorentina 0-1 ndr)". E' stata molto dura, oltre che esaltante? "Secondo me era scritto che finisse così: potevano tirare anche per un giorno intero e non avrebbero mai fatto gol. Se contate le occasioni, è incredibile che non abbiano fatto gol. Ma era destino". Cioè? "Quando Bergkamp ha preso il palo all'inizio, ho avuto la conferma che era la nostra serata. Lo sapevo che sarebbe finita così, ce l'avevo dentro". Alla vigilia infatti aveva detto che avreste spremuto l'Arancia. "Abbiamo spremuto tutto lo stadio, altro che arancia. Una spremuta gigante". Ha trionfato il calcio all'italiana? "I miei compagni sono stati dei leoni. Nesta e Cannavaro sono stati mostruosi. Siamo andati subito in difficiltà anche a causa di un arbitraggio che ci ha costretti a giocare in dieci per un'ora e mezza. Robe assurde, non voglio dire quello che penso perché sennò mi squalificano". Cosa le ha detto Del Piero prima del rigore di Frank de Boer nel primo tempo? "Cose nostre. In questi casi l'attaccante dà sempre un consiglio". Bravo lei e coraggioso anche Di Biagio, con quello che aveva alle spalle quando s'è presentato per il primo tiro. "Di Biagio è stato un grande, grandissimo. Tutte le qualità che potete scrivere, lui le ha". Quale è stata la parata più difficile? "Il primo rigore di Frank de Boer". E rigori a parte? "Mah, se poi andiamo a vedere bene, rigori a parte, grandi interventi non ne ho dovuti fare. Davvero vicini a fare gol non ci sono mai andati. Finchè tirano di testa da centro area..." Cosa ha pensato quando Stam ha sparato in curva il secondo rigore della serie? "E' arrivato davanti a me che se la faceva sotto, si vedeva. I suoi compagni avevano già sbagliato tre rigori, due in partita più il primo della serie. Ha sbagliato per disperazione. A quel punto ho capito che era fatta". Adesso la finale con la Francia. "Mollare a questo punto sarebbe proprio stupido. Noi non ci fermiamo di certo. Il segreto di questa squadra è il gruppo. Siamo molto uniti, anche stasera ne abbiamo dato una grande dimostrazione". Zidane però i rigori li sa tirare. "Zidane è un grosso rigorista, lo so. Lui e Del Piero sono i migliori tiratori del torneo". In questi casi bisogna chiedere se ha una dedica. "E io ce l'ho ma vorrei tenermela per domenica sera, dopo la finale". Forse non ha torto. Perché questo sembra decisamente l'anno di Francesco Toldo, 28 anni da Padova: in Champions League aveva parato un rigore decisivo a Kanu dell'Arsenal poi anche a Mihajlovic in campionato. L'infortunio di Buffon nell'ultima amichevole in Norvegia gli ha consegnato ufficialmente le chiavi della porta azzurra e ha cambiato la storia recente dell'Italia, che sul dischetto del rigore da dieci anni a questa parte aveva perso tutto. Se ne va sul pullman col trofeo del miglior giocatore della serata sotto braccio e nella borsa quei due guanti grandi come tutta la porta. Due guanti che, in una serata così, avrebbero potuto stendere anche Tyson. Tratto da La Repubblica www.repubblica.it