6 giugno 2000 L'erede di Buffon con la maglia da titolare: "Studierò i video per conoscere gli attaccanti avversari" Toldo, occasione unica "Voglio essere perfetto" di Licia Granello OSLO - Un ritorno depresso nella notte. Sull'aereo, i due più alti del gruppo hanno facce da maschera greca: uno, Buffon, ha anche la mano sinistra fasciata. Dice che non può nemmeno sfiorarla, che gli fa un male tremendo. Poco più in là, Francesco Toldo, alter ego di Buffon, diventato titolare nel tempo brevissimo occorso tra uno schizzar di lato e una mano infranta contro il palo, contiene la contentezza con il pudore di un ragazzino vergognoso, "perché in certi momenti ci vuole delicatezza. E' chiaro che io sto vivendo sentimenti opposti: dispiacere per Gianluigi, che è un bravissimo ragazzo e un grande portiere, ma anche la meraviglia per l'opportunità di giocare l'Europeo da titolare". Quando ha capito che sarebbe toccato a lei? "Non subito. Quando Buffon è uscito, gli ho chiesto che cosa s'era fatto, mi sembrava impossibile fosse una cosa così seria, rompersi un dito in quel modo è un incidente così poco comune. L'unica cosa che posso promettergli, è di fare del mio meglio per rispetto nei suoi confronti". Come cambia, da oggi, il suo Europeo? "Mentalmente, dopo il campionato ho staccato due settimane, questo mi ha fatto bene. Comincerò a studiare qualsiasi dettaglio per non farmi trovare impreparato dalla prima partita. Guarderò i video degli avversari, farò la ricerca più minuziosa possibile sulle punizioni, i corner, i movimenti degli attaccanti. Prometto che non lascerò niente al caso". Quattro sconfitte nelle ultime sei partite: inquietarsi è d'obbligo. "Perdiamo troppe partite, questo è sicuro. Si tratta di un pesante campanello d'allarme, che va fatto tacere subito". Ha una sua personale ricetta? "Dobbiamo calarci in una mentalità più combattiva: unire tecnica e umiltà, gioco a terra e voglia di correre. Quasi quasi, contro la Norvegia, le giocate di fino le hanno fatte più loro di noi, mentre le migliori prestazioni della nazionale sono nate dal giusto mix di tecnica offensiva e capacità di far diga a centrocampo". Come diga, possiamo anche cavarcela, ma davanti abbiamo smesso di segnare 5 trasferte fa. "Lo so, non segniamo perché tiriamo troppo poco in porta. Per questo, la squadra mi è piaciuta molto di più nel secondo tempo che nel primo. Non sono certo il tipo che si preoccupa di avere più forza d'attacco. Bisogna giocare per farli, i gol. Non prenderli è conseguente, ma non può essere il primo obiettivo". E' appena stato promosso titolare in nazionale, ma sembra che i dirigenti della Fiorentina non se ne siano accorti. "E' una situazione che non mi piace per niente. Ho dato la mia disponibilità a rimanere ancora un anno alla Fiorentina, in cambio ho chiesto un adeguamento economico. Ma nessuno mi risponde nulla". Intanto, è arrivato Terim: può chiedergli lumi su Hakan Sukur, primo avversario dell'Italia. "Mi sembra ancora presto per certe confidenze. Ma vincere l'Europeo è un sogno che riempie ogni mio pensiero. Anche perché il 9 luglio mi sposo, e non riesco a immaginare un miglior regalo di nozze per la mia fidanzata". Tratto da La Repubblica www.repubblica.it