29 maggio 2000 E Toldo adesso se la gioca FIRENZE - E' il primo nodo da sciogliere. L'Italia di Zoff non ha ancora il portiere titolare. L'andamento del campionato ha rimesso in discussione una gerarchia che sembrava ormai scritta. Con una stagione da otto in pagella Francesco Toldo ha «agganciato» Gigi Buffon. Bravo, geniale ma non ispirato come nei suoi momenti d'oro. E ora? Il numero 1 della Fiorentina accetta la sfida. «Ora partiamo alla pari. Con Gigi sarà una "competizione" leale. Niente pugnalate alle spalle». Oggi a Coverciano inizierete a lavorare insieme. «Con Gigi abbiamo un ottimo rapporto. Siamo stati anche in camera insieme. Credo che gli parlerò». Per dirgli cosa? «Che mi auguro di vivere un Europeo da protagonista ma che, se Zoff dovesse scegliere lui come titolare, accetterò serenamente il ruolo di dodicesimo». Zoff le ha detto nulla durante il primo ritiro? «No. Penso che il cittì non abbia ancora preso decisioni definitive». Come giudica la scelta di Peruzzi di non accettare il ruolo di terzo portiere? «Comprensibile. La decisione di Peruzzi non mi ha sorpreso». E così è arrivato Antonioli. «Siamo cresciuti insieme nel Milan. Lui era il terzo portiere della prima squadra e io gli tenevo caldo il posto in Primavera». Da Milanello alla maglia azzurra. «Antonioli si ricordava di quando non riuscivo a buttarmi sulla destra. Questo mio "difetto" era diventato un vero e proprio giallo. Ricordo le sfuriate di Carmignani. Ma la storia era semplice: avevo una dolorosissima borsite ma non lo avevo detto a nessuno. Gli ho raccontato la verità e Antonioli è scoppiato a ridere». Lei poteva portar via ad Antonioli il posto nella Roma. «Abbiamo parlato anche di questo». Storia chiusa? «Se entro il 6 di giugno i dirigenti della Fiorentina non rispetteranno la promessa che mi avevano fatto chiederò di essere ceduto». Alla Roma? «Chiederò di essere ceduto». È la prima volta che è in ballottaggio per una maglia da titolare? «È già successo quando sono stato acquistato dalla Fiorentina. In serie B. Partimmo alla pari io e Scalabrelli. Durante il ritiro passai al comando. Anche prima dei mondiali ero in lizza per la maglia azzurra numero 1 ma fui "segato"». In che senso? «Maldini si fece forza di un paio di errori che avevo commesso nella semifinale di coppa delle Coppe per promuovere Pagliuca». Ora tocca a Zoff decidere. «Quando ero ragazzino Zoff era il mio mito. Conservo ancora gelosamente un suo autografo». Dove arriverà questa Italia? «Lontano. E sapete perché? Perché partirà tranquilla, senza troppe responsabilità. Nel '96 eravamo dati per favoriti. E finì malissimo». La possibile finale? «Italia-Germania». La rivelazione azzurra? «Fiore». Due portieri protagonisti? «Barthez e Vitor Baia». Tre cannonieri da non perdere di vista? «Raul, Bierhoff e... Rui Costa». Il campionato ha "detto" che Toldo è stato il portiere più bravo. «Mi lascio alle spalle una stagione positiva. Non ho segreti da rivelare. Anzi, a dire il vero una persona la devo proprio ringraziare». Di chi si tratta? «Della mia fidanzata Manuela. Che tra poco più di un mese diventerà mia moglie. Se hai una donna giusta al fianco tutto diventa più facile». Lei è stato valutato più di cinquanta miliardi. «L'importante è non farsi condizionare da queste cifre. Vi confesso che ho sempre vissuto con serenità le tante voci di mercato. Ormai ho una certa età...». Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta