29 ottobre 1999 Toldo: un miracolo per il futuro Il portiere spiega: «Non so come ho fatto a parare il tiro di Kanu, lo rivedrò in tv». Ma la serata di Wembley diventa la prova di una maturità acquisita di Luca Calamai FIRENZE - «Non saprei dirvi come ho fatto a neutralizzare il tiro ravvicinato di Kanu. Appena torno a Firenze voglio rivedere il mio gesto in televisione». Un lampo. Un movimento istintivo. Una prodezza da ricordare. Francesco Toldo ieri si è tolto lo sfizio di lavorare con il fermo immagine per esaminare la sua parata, attimo dopo attimo. La botta a colpo sicuro dell'attaccante nigeriano e la sua deviazione. Niente di studiato. Certi miracoli non si costruiscono a tavolino. Già, «miracoli». Questo girone di Champions League ha regalato al numero 1 della Fiorentina una nuova dimensione. In passato ogni volta che il suo nome veniva avvicinato a quello di Gigi Buffon la riflessione più gettonata era questa: «Toldo para il parabile; Buffon magari commette qualche errore in più ma è un uomo capace di inventare miracoli». Un paragone da ridiscutere. Toldo, nella doppia sfida contro l'Arsenal, ha «segnato due gol», come lui stesso ha ammesso nel gelido garage di Wembley. Tanto vale il rigore neutralizzato a Kanu nella gara del Franchi. E tanto vale la deviazione, sempre sull'ex gioiello dell'Inter, nel convulso finale di mercoledì notte. Il portiere della Fiorentina è andato ben oltre il compitino scritto in bella calligrafia. Ha dimostrato di valere fino all'ultima lira i quaranta miliardi che Lazio e Manchester United hanno offerto nel giugno scorso. Ora Toldo insegue altre rivincite. In campionato, ad esempio. Nelle prime partite l'estremo difensore viola non è quasi mai andato oltre il sei politico. Anzi, a Reggio Calabria, quella palla scivolata tra le mani come una saponetta ha tolto due punti d'oro alla sua squadra. Si è riscattato ed è nel pieno della maturità. Si sente forte. E vuole vincere. Toldo vuole fare l'ultimo salto di qualità. E si è preso due anni di tempo per togliersi tante soddisfazioni. Quali? Conquistare una coppa europea, ad esempio. Oppure riuscire a convincere il mito Dino Zoff che le gerarchie azzurre dovrebbero essere rimesse in discussione. Che Peruzzi, Buffon e Toldo possono partire alla pari nella volata che dovrà assegnare la maglia da titolare per i prossimi campionati Europei in Belgio ed in Olanda. Ecco perché la Champions League diventa un palcoscenico ancora più importante. Poi, a giugno, Toldo discuterà del suo futuro con Cecchi Gori. La Lazio è in agguato. Anzi, è già uscita allo scoperto con un'offerta favolosa. Ma lui sogna di restare ancora a Firenze in una squadra più forte. Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta