16 settembre 1999 Protagonista di rigore Toldo adesso si sente un campione Merito del rigore parato a Kanu, ma soprattutto dell'incitamento dei tifosi prima della partita con l'Arsenal: "Mi hanno dato un brivido di felicità. Li ho ringraziati con un inchino". La telefonata di Taibi. FIRENZE - Al telefono dall'Inghilterra è arrivato il complimento più bello, dalla stessa voce, tra l'altro, dalla quale era giunto anche l'incoraggiamento più sentito dopo il clamoroso errore di Reggio Calabria. Francesco Toldo svela il nome del suo amico-ammiratore: "E' Taibi, un vero amico, lo ringrazio, soprattutto per quello che mi ha detto dopo Reggio". I due si sono conosciuti giocando nel Milan, erano ragazzi con tante speranze, adesso sono protagonisti della Champions League. Da allora sono cresciuti e, soprattutto, sono cambiati restando però legati dalla stima e dall'affetto. Toldo, crescendo, si è trasformato in maniera incredibile, il ragazzone timido e un po' goffo è diventato un campione. L'ultimo gradino lo ha salito nei giorni tra sabato e martedì, quando non si è fatto distruggere da un errore, seppur clamoroso, ma ha reagito subito: "Aiutato - ammette - dal mio carattere. Sono sempre stato reattivo e quando sbaglio più che a deprimermi tendo a cercare di ribaltare la situazione, inseguendo il riscatto con tutte le mie forze". Il riscatto è arrivato immediato, con due parate fantastiche ha fatto conquistare un punto importante alla Fiorentina al suo esordio in Champions League. Ma Toldo si è sentito un campione prima ancora dell'inizio della partita con l'Arsenal e ad attribuirgli questa qualifica sono stati i 35 mila spettatori del Franchi, gridando tutti insieme il suo nome in un coro: "Per questo - conferma il portiere viola - alla fine mi sono voltato verso di loro e ho fatto un inchino. Era il mio modo di ringraziarli. Con quel coro mi hanno regalato un brivido di felicità, sono cose che di solito vengono rivolte ai campioni e io, fino a martedì sera, le avevo sentite rivolgere soltanto agli altri. Lo ammetto, prima della partita sentivo un po' di tensione, loro sono stati splendidi e mi hanno fatto superare il momento più difficile". Lui, comunque, si è aiutato da solo. Alla prima vera occasione si è fatto trovare pronto e Ljungberg ha scoperto quanto può essere difficile realizzare un gol anche da pochi metri di distanza: "E' stata una parata importante, mi ha ridato sicurezza e mi ha fatto dimenticare Reggio. Non ero preoccupato per me dopo quell'errore, ma ero dispiaciuto per i compagni. Li avevo visti correre e sacrificarsi per ottenere la vittoria e avevo vanificato tutto. I loro sforzi e il primo posto in classifica erano svaniti come quel pallone dalle mie mani". Tutto è finalmente dimenticato. Anzi, la sua doppia impresa contro l'Arsenal è parsa ancora più bella. A rappresentarla resta una fotografia che ritrae Kanu stizzito e Toldo, con il pallone in mano, che lo fissa con uno sguardo colmo di soddisfazione e determinazione. Lui ha festeggiato così, con quello sguardo e l'inchino finale al pubblico, poi se ne è andato a casa, a riposare e a guardare la televisione dove scorrevano tanti gol e un parata, la sua: "Non la definirei, però, la più importante della mia carriera. Diciamo che è stata fondamentale per la Fiorentina e che, probabilmente, avrà una cassa di risonanza maggiore essendo stata effettuata a livello europeo. A me regala una soddisfazione particolare, perché nei miei primi anni alla Fiorentina non riuscivo mai a parare un rigore. Avevo una sfortuna pazzesca, eppure da giovane ero piuttosto bravo. Parandone uno, ad esempio, contribuii a vincere un Europeo under 21 in Francia. Quest'anno finalmente mi sono sbloccato, ho parato un rigore alla Gotham Cup, uno al Memorial Cecchi Gori contro la Roma e quello di martedì sera. Chi devo ringraziare? Me stesso, perché sono un ragazzo che si fa voler bene così trovo tante persone disposte ad aiutarmi, come i preparatori che sono passati dalla Fiorentina e come Mareggini, sempre al mio fianco e sempre importante". Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta