15 settembre 1999 I cori dei tifosi viola sono tutti per Toldo La paura hooligans impedisce il pienone. Nessun problema tra tifoserie, ma ci sono stati 5.000 biglietti invenduti. Il rigore parato a Kanu fa dimenticare la papera del portiere a Reggio. Il nervosismo di Cecchi Gori FIRENZE - Niente fuochi d'artificio o scintillanti coreografie. Solo una ventina di torce e tanto viola. Non c'è neppure il tutto esaurito. Si parla di cinquemila biglietti invenduti. Colpa della «paura hooligans» che ha portato alla chiusura di buona parte dei bar e dei locali nella zona adiacente allo stadio Franchi. I sostenitori dell'Arsenal, un migliaio circa, sono sistemati nello spicchio di stadio riservato agli ospiti. Nel pomeriggio il massiccio schieramento di forze dell'ordine ha funzionato perfettamente. Ma ormai in molti avevano deciso di affidarsi alla diretta televisiva. Si parte con un sorriso. Lo speaker comunica il nome dell'arbitro e dei suoi collaboratori. Il guardalinee che si sistema dalla parte della maratona ha un «cognome» importante: Schumacher. Di nome, però, fa Franck. Ben diverso dal fenomeno Michael. La gente ride di gusto. Una parentesi. Si va avanti con le formazioni che accompagnano l'ingresso delle squadre in campo. Dalle curve si alza al cielo un coro inatteso: «Francesco Toldo, Francesco Toldo». Bel pensiero. Firenze ha già perdonato il suo campione per la papera che è costata il pareggio sabato scorso contro la Reggina. Il portiere viola ringrazia. Sembra commosso. Non sa che alla fine sarà  l'eroe della serata. Cresce la tensione. Questa Champions League che torna al Franchi dopo 30 anni è un evento da vivere con il fiato in gola. Si canta e si soffre. L'Arsenal è una storia seria, risponde colpo su colpo agli assalti dei gigliati. Anzi, sono proprio gli inglesi a costruire una splendida palla gol con Overmars. Ljungberg colpisce a botta sicura ma Toldo devia in angolo. Un vero miracolo. Quel coro iniziale è già  ripagato. Ed ora lo stadio intero urla «Francesco Toldo, Francesco Toldo». Non più per perdonare ma per ringraziare. L'errore di Reggio Calabria? E chi lo ricorda più. E più tardi quando l'estremo difensore viola si esalterà  parando il rigore a Kanu, sembrano venir giù le tribune del "Franchi". La Fiorentina è accartocciata su stessa. Bloccata da questo debutto. Ma la gente canta, incita, spinge. Capisce che il momento è difficile. Che la squadra va aiutata. Anche Vittorio Cecchi Gori cerca di spingere i suoi gioielli in avanti. Il produttore cinematografico muove nervosamente la mano destra. Come dire: «Attacchiamo». Bisogna provarci. Ed allora si alza un altro coro. Ancora più potente. «Bati, Bati, Batigol». Il campione di Reconquista è l'uomo dei momenti difficili. Cecchi Gori si toglie la giacca. Trapattoni, pochi secondi dopo, imita il presidente. Tutti in camicia. L'eleganza stavolta non conta. Conta il cuore. La Fiorentina sfiora il gol. Il Franchi si accende. «Viola, viola». Ci si può provare. Il ghiaccio è rotto. La squadra viola regge il palcoscenico più prestigioso d'Europa con il giusto piglio. Comunque vada, ben tornata Champions League. Tratto da La Gazzetta Dello Sport www.gazzetta.it/lagazzetta